sabato 27 dicembre 2014

TEMISTOCLE
                                   A cavallo tra la fine del VI secolo a.C. e l’inizio del V, nell’Attica meridionale, in una zona ancora oggi denominata LAVRIO, fu trovato un giacimento d’argento. Che festa ad Atene!!! Siamo ricchi!!! Si convoca l’ecclesìa come in greco si chiama l’assemblea, e si discute della ricchezza piovuta dal cielo all’improvviso. E gli ateniesi stanno per approvare una proposta, che prevede la coniazione di tante tante monete d’argento, da distribuire in parti esattamente uguali ad ogni singolo ateniese. Proposta equa e democratica, no? Chi anche tra noi avrebbe da obiettare? Dunque ci si accinge al voto, quando Temistocle prende la parola, perché lui non è d’accordo. Immaginarsi la stizza e la contrarietà di tanti, che ormai già quasi le toccavano le monete sonanti. Temistocle! Ma sei impazzito? come fai ad opporti ad una proposta così giusta? E lui spiega: le terre – UNICA FONTE PER LA NOSTRA VITA – sono nelle mani di pochi, e da questi andiamo a comprare ciò che ci occorre per vivere, noi e i nostri figli; da loro continueremo a comprare, e per un po’ faremo festa e staremo allegri, ma le dracme, per tante che possano essere, prima o poi finiranno. E vi domando, o ateniesi sciocchi: alla fine del giro non succederà forse che chi è oggi ricco (perché ha le terre), domani non lo sarà di più? mentre voi che eravate poveri, per un periodo starete bene, ma poi non tornerete poveri, anzi più poveri di prima, perché tutta la ricchezza derivata dall’argento confluirà in poche mani e la distanza tra ricchi e poveri sarà cresciuta? Non sarà forse così? Il ragionamento non faceva una piega, e gli ateniesi gli domandarono allora che cosa proponesse. E lui: diamo in appalto lo sfruttamento delle miniere a chi ha i mezzi per farlo, ma imponiamo come canone di affitto la costruzione di una nave per ogni talento (unità di misura del peso) d’argento estratto. Ad occhio e croce ne dovremmo estrarre 100 talenti, quindi Atene avrà 100 navi, che oggi non ha. I vantaggi per gli ateniesi? Serviranno boscaioli, falegnami, carpentieri, costruttori di funi e di vele, costruzione di vasi d’argilla per il trasporto di granaglie e liquidi (vino ed olio), e poi ci vorranno marinai e rematori, e strutture portuali, tutte da costruire ancora, insomma faremo nascere una realtà ed un’attività, quali oggi non ci sono .Lavoro e stipendi per tutti!  E poi il possesso delle navi da trasporto stimolerà la produzione di beni da commerciare, e nasceranno fabbriche. E chi farà tutto ciò? VOI, O ATENIESI CORTI DI CERVELLO! Ed avrete lavoro stipendiato voi, e poi i vostri figli e nipoti per anni ed anni . Pensate ancora che sarebbe meglio avere le monete d’argento e non tutto questo? Senza contare gli effetti politici e sociali, e la politica estera: Atene sarà una grande potenza, altro      che un sacchetto di monete!
Non erano poi così sciocchi gli ateniesi, e seguirono la sua proposta, ed allora per davvero nacque Atene, come siamo abituati a pensarla noi, fin dai banchi delle elementari.
 TEMISTOCLE E’ IL VERO PADRE DELLA GRANDE ATENE E DELLA DEMOCRAZIA .
Atene divenne una potenza marinara, ma ancora non ne era pienamente consapevole. Occorreva una prova, ma una prova veramente difficile, e gliela procurò Temistocle. Appoggiò la rivolta delle città greche di Asia Minore (la rivolta ionica) contro il re di Persia, e costui si attaccò a  questo pretesto, per cercare di allargare il suo regno verso occidente. Il re Dario mandò un corpo di spedizione in Grecia, che venne però sbaragliato dagli ateniesi nella leggendaria, ma storica, battaglia di Maratona (490 a.C.). Allora Dario meditò un’invasione, una sommersione in piena regola della Grecia, con Atene primo obiettivo. Ma nel 485 morì, e gli successe Serse, che riprese il progetto. Così nel 480 un’immensa armata parti dall’Asia, per fagocitare in un sol boccone la Grecia intera. E’ l’anno della strepitosa ed eroica impresa di Leonida alle Termopili, straordinaria già in sé e senza le fesserie di film come 300; della grandiosa vittoria navale di Atene a Salamina, nelle cui strette acque Temistocle – sempre lui! – riuscì ad organizzare un tranello in piena regola, ed i persiani abboccarono alla grande; e nel 479 a Platea gli spartani sbaragliarono le truppe di terra persiane, mentre nei pressi di Samo, nella zona chiamata Micale, gli ateniesi distrussero ciò che si era salvato a Salamina della poderosa flotta persiana. Cercavano un prova, gli ateniesi, della validità del loro sistema, quello democratico, ed il trionfo sulla Persia la diede!!!
                                   Temistocle, allora, ritenne ormai inadeguato il vecchio porto ateniese del Falero, e ne fece costruire uno nuovo, il Pireo, tuttora uno dei più importanti del Mediterraneo. Atene ormai è tutta proiettata sul mare, ed i grandi proprietari terrieri, gli aristocratici che prima del Lavrio comandavano indisturbati in città, dovettero mettersi sulla difensiva, di fronte alla nuova rampante classe sociale, alla ricchezza figlia non della terra ma del commercio, quella dei mercanti e del demos (=classe numerosa). Atene non si affaccia direttamente sul mare, perché sorge alcuni km all’interno. Temistocle, dunque, perché il mare fosse l’autentico punto di forza della città, fece costruire le lunghe mura, due muraglioni che scorrevano paralleli dal Pireo fino ad Atene, formando così un corridoio fortificato, che faceva sì che Atene ed il mare fossero organicamente collegati. Era inutile assediarla sulla terra ferma, perché le lunghe mura garantivano rifornimenti e sicurezza alla città. Quindi grazie a Temistocle Atene divenne Atene, un inevitabile crocevia per le merci, una fucina di pensiero, uno straordinario laboratorio per le arti, la patria della filosofia dell’eloquenza del teatro e della letteratura, e qualunque greco, ovunque nel mondo fosse nato, si sentiva attratto dalle prospettive di “carriera”, che Atene faceva balenare davanti agli occhi di tutti. Era la New York del tempo.  E la presenza di tutta l’intellighenzia greca in città fece crescere la cultura ateniese, facendola divenire la base, il sostrato della nostra civiltà, anche di noi, uomini del 2000: senza Atene, l’Atene di Temistocle, noi non ci saremmo o non saremmo così come siamo.
                                   Alcuni paesi sudamericani, quando il resto del mondo e l’Europa in particolare si massacrava nella seconda guerra mondiale, rifornirono di cibo, specialmente carne, i  paesi in guerra. Insomma avevano anche loro le miniere d’argento, ma gli mancò Temistocle. La guerra finì, l’Europa si risollevò, ed a quelli la carne restò invenduta. E sappiamo quali guai stanno passando ancora. Gli sceicchi, invece, qualche Temistocle ce l’hanno: sanno bene che i giacimenti di petrolio prima o poi si asciugheranno, e si stanno comprando attività produttive a migliaia, anche da noi (ad esempio Alitalia). Quando il petrolio finirà, avranno fatto tanti di quegli investimenti del loro argento, che domineranno l’economia mondiale. E noi? Noi andremo da loro con il cappello in mano, ad elemosinare un posticino di lavoro proprio in quelle aziende che erano nostre, e loro se le saranno comprate. Ma in fondo, che ce frega? Noi c’avemo er tabblet, ‘a TV a 80 pollici (più si ingrandisce il teleschermo e peggiori diventano i programmi), e er cellulare che fa pure il caffè, ‘a Roma e ‘a Lazzzie. Ma non saremo più capaci di capire l’italiano. Ci vorrebbe non un Temistocle, ma qualche migliaio, e meglio ancora che ognuno di noi provasse ad essere un po’ Temistocle. Ad esempio, non parcheggiando in seconda fila, tanto per iniziare. ALLA PROSSIMA E BUON ANNO A TUTTI.
BUON 2015!
Il pifferaio tragico

Contro la degenerazione del nostro vivere attuale. Nel WEB (ilmiolibro,it) o presso tutte le librerie Feltrinelli (indicare ilmiolibro.it)

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